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LO PSICOLOGO SPIEGA

Covid-19, troppe informazioni: come reagiamo? #1: gli ipocondriaci

Input spesso infondati o contrastanti si propagano ancor più rapidamente del virus. Ne abbiamo parlato con Claudio Gargantini, psicologo e psicoterapeuta iscritto all’albo della regione Lombardia, specializzato in Psicoterapia Breve Strategica.

Covid-19, troppe informazioni: come reagiamo? #1: gli ipocondriaci
Glocal news 05 Gennaio 2021 ore 14:29

Il mondo globalizzato ci pone di fronte a due facce dell’epidemia di Covid-19: quella "biologica", legata al diffondersi del virus, e quella "psicologica", legata alla divulgazione parallela e incontrollata di informazioni. Il punto è che la propagazione di informazioni, spesso infondate o contrastanti, si muove ancor più rapidamente del virus, influenzando le menti e le loro più peculiari reazioni.

Come reagiamo ai tanti, troppi input che ci arrivano? Ne abbiamo parlato con Claudio Gargantini, psicologo e psicoterapeuta iscritto all’albo della regione Lombardia, specializzato in Psicoterapia Breve Strategica presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo, diretto dal professor Giorgio Nardone.

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Covid-19: tante, troppe informazioni

Il problema maggiore è che le nostre reazioni al flusso quotidiano di informazioni possono irrigidirsi, diventando disfunzionali.

"Ci sono persone terrorizzate all’idea di ammalarsi: si misurano continuamente la febbre, si palpano i linfonodi, si guardano in gola e hanno picchi di ansia per ogni starnuto o colpetto di tosse. Le persone più maniache del controllo invece, di fronte all’enorme incertezza causata dalla pandemia e al completo sovvertimento di tutte le loro abitudini, cercano costantemente di riprendere il controllo, trovandosi disorientati e spaventati.

Esistono anche quelli che, per attenuare la naturale paura dell’ignoto, tendono a cercare un colpevole verso cui dirottare le proprie emozioni. Ciò che ne deriva sono sentimenti di rabbia e disgusto che, sommati alla paura, possono condurre queste persone a compiere atti di intolleranza".

Un’altra reazione ricca di rabbia e di paura nei confronti dell’ignoto, è quella dei cosiddetti “complottisti”.

"Specialmente sul web, trovano facilmente persone simili a loro, con le quali unirsi contro un nemico comune: lo stato, la società, il sistema. In questo breve e sicuramente non esaustivo elenco non possono mancare coloro i quali, spinti dalla ricerca del piacere, non adottano le necessarie precauzioni e infrangono sistematicamente le regole di sicurezza, anteponendo i propri interessi al benessere della collettività, mettendo a rischio se stessi e gli altri".

Claudio Gargantini

Come ridurre l'ansia: gli ipocondriaci

Per una migliore gestione di questa situazione pandemica bisogna considerare l’essere umano nella sua interezza, ossia in tutte le sue componenti, da quelle fisiche a quelle mentali ed emotive.

Andando per ordine, analizziamo la prima tipologia di reazione espressa qui sopra: la reazione ipocondriaca.

"Le persone che hanno questo tipo di reazione vivono costantemente nel dubbio di essersi infettate, nonostante prendano tutte le precauzioni possibili per evitarlo. Si fanno rassicurare continuamente dal medico, entrando comunque in ansia per il minimo fastidio alla gola.

La loro ricerca compulsiva di informazioni su internet non solo non le fa calmare, ma le spaventa sempre più, incrementando la loro ansia. Parlano, socializzano le loro paure con tutti, convinte in questo modo di sfogarsi, ma finiscono con l’alimentare ulteriormente le loro preoccupazioni".

Sono vittime, insomma, di una paura che causa comportamenti che alimentano il problema anziché risolverlo.

"Le spiegazioni razionali offerte a queste persone non riescono a calmarle e nemmeno a far loro interrompere le strategie disfunzionali messe in atto. È più utile far sentire a queste persone come l’ansia eccessiva abbassi le loro difese immunitarie e come le loro richieste di accertamenti rischino di esporle maggiormente al contagio. Se queste persone volessero iniziare a diminuire le loro ansie e le loro preoccupazioni, dovrebbero sospendere tutte le ricerche in internet riguardo il covid-19, evitare le continue chiacchierate su questo tema, quindi interrompere la socializzazione dei loro timori.

A volte, per migliorare la propria condizione psico-emotiva è sufficiente sospendere tutto ciò che la fa peggiorare. In seguito parleremo di come gestire al meglio le altre differenti reazioni mentali ed emotive. Johann Wolfgang von Goethe ci ricorda: Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta”.

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