Cosa fare a Pavia Eventi di Giovedì 8 Settembre 2022

C'è una luna là fuori

C'è una luna là fuori
Pavia da Giovedì 8 Settembre a Giovedì 22 Settembre dalle 17:00 alle 19:00

Il Collegio Fratelli Cairoli ospiterà dall'8 al 22 settembre presso la Galleria Marco Fraccaro l'esposizione delle opere di Lorenzo Mazza.
Organizzazione a cura: Associazione Amici della Galleria Marco Fraccaro.
Orari apertura: Giovedì, Venerdì, Sabato dalle 17,00 alle 19,00
PROTOCOLLO COVID per evento in presenza aperto al pubblico: In ottemperanza a quanto stabilito dalla normativa vigente in materia di contenimento e contrasto alla diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19, gli Ospiti sono tenuti al rispetto del presente protocollo:

  • Obbligo di indossare i DPI (FFP2) secondo le disposizioni vigenti, fatta eccezione per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso di tali dispositivi;
  • Igienizzare le mani;
  • Distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
  • Attenersi alle indicazioni fornite dal personale presente in loco.

"Gli ideogrammi graffiti di Lorenzo Mazza"
di: Luca Pietro Nicoletti, ricercatore di storia dell'arte contemporanea Università degli Studi di Udine, Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale.

È tempo per riflettere sul senso e sull'itinerario di una certa ricerca di pittura materica che prende vita all'inizio degli anni Ottanta e segue un suo percorso nei decenni successivi, attraverso una via di lirismo privato, intimo e spesso sognante. È una vicenda di ridiscussione di strumenti ereditati da una generazione più anziana, con cui gli autori nati negli anni Cinquanta ed emersi nel panorama artistico milanese tra la fine dei Settanta e i primi Ottanta hanno fatto i conti trovando una propria via autonoma, di ripensamento ma non di manierismo.

Mazza ha fatto parte dell'ultima generazione sostenuta dalla Galleria delle Ore di Giovanni Fumagalli che per cinquant'anni aveva tenuto una posizione di sostegno e di attenzione al lavoro dei giovani con la sola preoccupazione di un'offerta di qualità e nessuna cura per gli andamenti delle mode e del mercato. Il primo problema in agenda, sia per i pittori sia per gli scultori, si poneva nella questione della materia: cosa poteva significare in fondo fare una pittura di materia in una stagione lontana dalle tensioni dell'Informale? Cosa poteva significare, insomma, fare una pittura di gesto, di impasti, di attenzione alle superfici come in quella temperie, usandone gli strumenti linguistici ma non potendo vivere quella tensione degli anni del dopoguerra?

Significava sicuramente una scelta di fedeltà a una identità culturale e a un modo di intendere la pittura come tracciato emotivo, come diario intimo: un segnale non da poco in una stagione che aveva segnato il ritorno alla pittura, ma che aveva aperto la strada a una figurazione brutale, iattante, sprezzante della qualità e del valore morale.

Per Mazza significa intendere la tela come una parete intonacata, come un affresco o una superficie di roccia graffita come le grotte di Lascaux, che tanto avevano dato da pensare in ambito surrealista, e che inducono a un cortocircuito fra raffigurazione primitiva e automatismi di scrittura.

Lorenzo segue questa linea come avvio di una pittura narrativa, fatta di segni elementari incisi su una superficie di impasto materico trattata con ossidi in polvere che determinano l'intonazione cromatica della tela: una pittura ruvida, dunque, fatta di segni elementari ma senza concessioni a un'estetica del grottesco o del volgare.

Sarebbe stato un attimo, in fondo, cadere nell'idea di graffito urbano o in un ripensamento tardivo di Dubuffet e di tutta una linea di pittura d'immagine ottenuta grattando nella materia. In più, nel lavoro di Mazza, in un gioco continuo di affondi in profondità e ribaltamento dei piani, c'è una certa bonaria ironia: nei suoi simboli rimane sottofondo un aspetto interrogativo, ma di tono lieve, come a non voler dare alla pittura una gravità troppo severa.

In un racconto notturno, di atmosfere talvolta cupe e talvolta lattate, gli oggetti sono come costellazioni, leggeri come stelle danzanti.

Lorenzo Mazza (Crema 1952)
Laureato in architettura al Politecnico di Milano con una tesi sulla scenografia futurista, relatore il critico d'arte Mario De Micheli. Ad oggi ha partecipato a oltre settanta mostre. Nel 1992 è Commissario artistico della Permanente di Milano dove espone per la XXX Biennale. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private a Londra. Parigi, Seoul, Mannheim, Milano. È presente nella collezione della Farnesina a Roma.